Cipro chiede una esenzione sul gioco online
Le attività illegali dei casinò tradizionali e di quelli online sembrano gravare sull’economia di Cipro, l’isola del mediterraneo, per un valore di circa 2,5 miliardi di euro di perdite all’anno. Il Ministro delle Finanze Charilaos Stavrakis, in una dichiarazione presso il Comitato delle Istituzioni Interne, ha affermato che la situazione è seria. Egli è stato immediatamente bombardato di domande sul perchè non esista nessuna legge che vieti o regolamenti le scommesse online.
Il Ministero delle Finanze, nel 2004, arruolò un gruppo di consulenti internazionali per disegnare una legge per la regolamentazione del gioco online. Il progetto fu però stracciato quando ci fu il sospetto che gli autori fossero influenzati da interessi personali nel settore del gioco d’azzardo. Cipro è la sede di numerose società nel settore del gioco online e dell’e-commerce.
Nel tentativo di proteggere la sua economia il governo di Cipro è disposto ad ignorare i principi stabiliti in materia di gioco d’azzardo e scommesse online. Ma data la sua appartenenza all’Unione Europea, Cipro deve anche riflettere due volte sulla sua posizione, ora propensa ad interferire con gli accordi sul libero scambio tra i membri dell’Unione.
In un secondo tentativo di creare una legislazione in materia, il Ministro ha proposto un disegno di legge che richiederà un’esenzione dalle regole europee sulla libera circolazione di beni e servizi, con particolare riferimento al gioco e alle scommesse online. Il Ministro Stavrakis descrive questa posizione come un’azione complessa ma intende cercare di velocizzare l’iter della legge, che sa dovrà essere approvata dalla Commissione Europea. Ricos Erotokritou, presidente del Comitato delle Istituzioni Interne, ha detto “Ci dispiace osservare che Cipro è diventata una baraonda aperta a tutti per quanto riguarda il gioco d’azzardo illegale”.
Nonostante gli sforzi, la polizia ammette apertamente di star combattendo una battaglia persa, rispetto al tentativo di fermare il gioco illegale sull’isola. Le retate della polizia, negli ultimi due anni, hanno portato al sequestro di oltre 5.000 computer e alla localizzazione di due server che ospitavano giochi d’azzardo online. La polizia sostiene che le pene per chi gestisce attività di gioco illegali non sono un deterrente sufficiente. Chi delinque deve solo pagare una piccola multa del valore di 1.500 euro.
